Choi Young-jin · in tre parti

Oriente e Occidente

Dal Dao e da Dio alla rivoluzione dell’IA: due civiltà, Oriente e Occidente, confrontate fino alle radici.

Alla fine della sua vita, a Tahiti, nel 1897, Paul Gauguin diede a uno dei suoi quadri il titolo «Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?». Le tre parti di Oriente e Occidente portano titoli simili: «Da dove veniamo», «Chi siamo» e «Dove andiamo». Queste tre domande riguardano il passato, il presente e il futuro dell’umanità. Molte risposte sono state proposte; nessuna è durata per sempre. Anche questo libro non è che un tentativo davanti a una domanda senza risposta.

Perché l’Oriente e l’Occidente? Nel confronto tra le civiltà orientale e occidentale ho cercato risposte a queste domande. Fino all’età moderna, nel XV secolo, l’Oriente e l’Occidente vissero in mondi separati. Finché non ci fu alcuno scambio tra le due civiltà, confrontarle non aveva alcun senso. Poi, alla fine del XV secolo, Vasco da Gama scoprì una rotta marittima diretta e cominciarono gli scambi tra le civiltà dell’Oriente e dell’Occidente. Nel XVII secolo Leibniz riponeva grandi speranze nella civiltà orientale. Vedeva le due civiltà come complementari, ciascuna con molto da imparare dall’altra: l’Occidente, a suo giudizio, era più avanti nella geometria e nelle scienze naturali, l’Oriente nell’etica morale e nella vita politica e sociale. Immaginava un’armonia tra le civiltà dell’Oriente e dell’Occidente, in cui l’una completasse l’altra, e pensava che l’umanità intera ne avrebbe tratto vantaggio se la razionalità scientifica dell’Occidente si fosse unita alla saggezza morale dell’Oriente.

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Un libro in tre parti

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Tre domande tratte dal titolo di un quadro di Gauguin, sul passato, il presente e il futuro dell’umanità, formano le tre parti del libro.

Perché l’Oriente ha scelto il Dao e l’Occidente Dio? Secondo l’autore non fu una scelta tra l’uno e l’altro: fu l’istinto di autoconservazione che ogni essere umano porta con sé dalla nascita. Per millenni l’Oriente è cresciuto nel mondo chiuso del continente dell’Asia orientale; l’Occidente si è spinto in mare, dall’Egeo al Pacifico. Ciascuno ha scelto la verità assoluta più utile alla propria sopravvivenza.

Le tre parti

Il Dao e Dio sono le sole due verità assolute che esistano al mondo, l’uno a rappresentare la natura, l’altro il soprannaturale.

L’istinto svolge il ruolo della fonte di luce, la mente quello dello specchio.

«Più ci sono leggi, più ci sono ladri»: questo verso del Daodejing contiene la filosofia centrale dell’economia politica orientale.

Se la rivoluzione industriale fu una «rivoluzione del muscolo», la rivoluzione dell’IA è una «rivoluzione della mente».

L’autore e il libro

Questo libro confronta fino alle radici due civiltà, Oriente e Occidente: come ciascuna vede l’origine dell’universo e della natura, come vede la natura umana, e a quale economia politica e a quale XXI secolo hanno condotto queste visioni. Ha tre parti.

Il libro arriva fino agli avvenimenti del 2025. Questa è la traduzione del manoscritto dell’autore; le pagine coreane conservano quel manoscritto, corretto solo nei refusi e negli errori di fatto verificati. Il libro ha 502 note.

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